Blog · Formazione · 5 ottobre 2026
Congresso Lipedema 2026 al Galeazzi: dalla clinica alla formazione dei professionisti
Una giornata costruita in due tempi, con un unico obiettivo: dare al lipedema lo sguardo che merita.
Il 19 settembre 2026 l'Auditorium dell'IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant'Ambrogio di Milano ha ospitato il congresso «Lipedema: nuove prospettive nella diagnosi, nel trattamento e nella gestione multidisciplinare», con la responsabilità scientifica del dottor Pietro Antonio Antonuzzo e con Simona Simone, responsabile per la riabilitazione del lipedema.
Al mattino, la sessione rivolta ai professionisti. Al pomeriggio, «Lipedema: conoscerlo per viverlo meglio», l'incontro dedicato alle pazienti: un pomeriggio pensato per capire, ascoltare e sentirsi finalmente comprese. Lo stesso sapere, restituito con due linguaggi diversi.
Accanto a Simona Simone, la faculty ha riunito chirurgia plastica, fisiatria, nutrizione e psicologia, con Corrado Campisi, Barbara Patruno, Cristina Robba e Lorenzo Zenoni. Ne è nata una giornata attraversata da una domanda semplice e decisiva: di cosa ha davvero bisogno una persona con lipedema?
Di seguito, il racconto di chi l'ha pensata.
Ascolto, valutazione e adattamento continuo
Non esiste una terapia giusta per il lipedema. Esiste il momento giusto per una terapia.
È da questa convinzione che prende forma il mio approccio riabilitativo e, più in generale, il modo in cui considero la presa in carico della persona con lipedema.
L'esperienza clinica maturata negli anni e il lavoro svolto, dal 2022, con oltre 3.500 pazienti ci hanno progressivamente condotti verso una consapevolezza precisa: il corpo non può essere ricondotto a un protocollo rigido, né interpretato attraverso schemi terapeutici immutabili.
Ogni persona attraversa fasi differenti e manifesta, nel tempo, bisogni diversi. Cambiano i sintomi, la risposta dei tessuti, la capacità di accogliere un determinato trattamento e, con essi, deve necessariamente modificarsi anche la proposta terapeutica.
Per questo, nel trattamento riabilitativo del lipedema, considero centrali tre elementi: ascolto, valutazione e adattamento continuo.
L'obiettivo non è applicare uno standard, ma costruire un percorso dinamico, nel quale il trattamento venga costantemente rivalutato e modulato in relazione alle condizioni presenti in quel preciso momento. Significa osservare, interpretare e modificare, seduta dopo seduta, ciò che proponiamo, accompagnando la persona verso le migliori condizioni funzionali e di qualità di vita possibili.
Perché un congresso sul lipedema
Da questa stessa visione è maturata l'esigenza di promuovere un momento di confronto più ampio e strutturato, capace di coniugare aggiornamento scientifico, formazione professionale e restituzione dell'esperienza clinica maturata sul campo.
Il congresso dedicato al lipedema è nato quindi con una duplice finalità.
Da un lato, offrire ai professionisti strumenti più consapevoli per il riconoscimento, l'inquadramento e l'orientamento terapeutico di una patologia ancora oggi sottodiagnosticata e non sempre adeguatamente conosciuta.
Dall'altro, creare per le pazienti uno spazio qualificato di informazione e confronto, nel quale poter accedere a contenuti aggiornati, porre domande direttamente agli specialisti e orientarsi con maggiore chiarezza all'interno del proprio percorso di cura, sottraendosi alla frammentarietà informativa che spesso caratterizza la comunicazione sui social.
Una giornata, due linguaggi
Da questa impostazione è derivata la scelta di articolare la giornata in due momenti distinti ma profondamente complementari: una sessione mattutina rivolta ai professionisti e una sessione pomeridiana dedicata alle pazienti (qui il programma completo del congresso).
Gli stessi specialisti che nella prima parte della giornata hanno affrontato i diversi temi secondo un linguaggio tecnico e scientifico hanno successivamente restituito i medesimi contenuti alle pazienti, rimodulandoli in una forma accessibile ma rigorosa.
Due linguaggi differenti, dunque, ma un'unica matrice culturale e scientifica: favorire una comprensione più corretta del lipedema e costruire un dialogo diretto tra ricerca, esperienza clinica, riabilitazione e bisogni reali delle persone.
Le voci della giornata: uno sguardo multidisciplinare
La giornata si è aperta con il saluto istituzionale del dottor Roberto Crugnola, Amministratore Delegato di Ospedale Galeazzi S.p.A., a conferma dell'attenzione riservata a un'iniziativa capace di coniugare attività clinica, formazione, ricerca e divulgazione.
La complessità del lipedema richiede infatti necessariamente uno sguardo multidisciplinare, capace di integrare competenze differenti all'interno di un percorso condiviso.
Ad aprire e coordinare i lavori scientifici è stato il dottor Pietro Antonio Antonuzzo, responsabile scientifico dell'evento, la cui visione ha reso possibile negli anni lo sviluppo di un percorso dedicato allo studio e alla presa in carico del lipedema, fino alla costruzione di un'unità specificamente orientata a questa patologia.
La dottoressa Barbara Patruno, fisiatra e specialista in medicina estetica, ha affrontato il lipedema dal punto di vista anatomo-fisiopatologico, approfondendone le caratteristiche cliniche, le possibili comorbilità e gli aspetti che richiedono una valutazione medica complessiva.
Il mio intervento si è concentrato invece sulla presa in carico riabilitativa e sul principio che orienta il nostro lavoro: non l'applicazione di protocolli rigidi, ma una valutazione continua del corpo e il conseguente adattamento del trattamento al momento clinico della persona.
La dottoressa Cristina Robba, nefrologa con competenze specifiche in ambito nutrizionale, ha approfondito il ruolo dell'alimentazione alla luce delle evidenze scientifiche disponibili, illustrando i risultati dei diversi approcci nutrizionali studiati nel lipedema.
Il dottor Corrado Campisi, chirurgo plastico con esperienza specifica nell'ambito del sistema linfatico, ha affrontato il tema dell'indicazione chirurgica: quando prenderla in considerazione, quali elementi devono precedere la scelta dell'intervento e quale ruolo assume il percorso di accompagnamento anche nella fase successiva.
Infine, il dottor Lorenzo Zenoni, psicologo, ha richiamato l'attenzione sulla dimensione emotiva e psicologica della patologia, componente imprescindibile nella presa in carico di una condizione cronica che può incidere profondamente sulla percezione del corpo, sulla qualità di vita e sul vissuto della persona.
Oltre i compartimenti stagni
La pluralità delle competenze presenti non ha rappresentato una semplice successione di interventi specialistici, ma l'espressione concreta di un principio condiviso: una patologia complessa non può essere affrontata per compartimenti stagni, ma richiede professionisti capaci di dialogare e di costruire intorno alla persona un percorso coerente.
Essere riconosciute, ascoltate e accompagnate
È proprio in questo incontro tra competenza e ascolto che, a mio avviso, si trova uno degli aspetti più significativi della giornata.
Tra le testimonianze che più mi sono rimaste impresse vi sono infatti quelle delle pazienti che ci hanno ringraziato per avere riconosciuto qualcosa che, fino a quel momento, altri professionisti non erano riusciti a identificare; per avere dato un nome alla loro condizione e, con esso, anche la possibilità di comprendere meglio ciò che stavano vivendo.
Essere riconosciute, ascoltate e accompagnate ha rappresentato per molte di loro un passaggio fondamentale.
Ed è forse proprio questo uno dei significati più profondi del nostro lavoro: mettere la competenza scientifica al servizio della persona, evitando automatismi e protocolli applicati in modo indiscriminato, per restituire centralità all'osservazione clinica e alla capacità di interpretare ciò di cui quel corpo ha bisogno, in quel determinato momento.
Dal congresso alla formazione
Il congresso si inserisce così in un percorso professionale e clinico dedicato da anni allo studio e alla riabilitazione del lipedema, all'interno del quale ho sviluppato un approccio fisioterapico fondato sulla valutazione continua, sull'adattamento del trattamento e sulla personalizzazione del percorso terapeutico.
L'esperienza maturata nella presa in carico di oltre 3.500 pazienti dal 2022 costituisce oggi anche la base della mia attività formativa rivolta ai professionisti, con l'obiettivo di trasferire un metodo di lavoro rigoroso, dinamico e realmente centrato sulla persona.
Perché la qualità della cura non risiede soltanto nella scelta di una tecnica, ma nella capacità di comprendere quando, come e per chi quella tecnica possa realmente essere appropriata.
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Galleria fotografica
Alcuni momenti del congresso del 19 settembre 2026 all'IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant'Ambrogio di Milano.








